7000 motori al giorno: viaggio nella più grande fabbrica di propulsori del mondo

60 milioni di propulsori: una cifra impressionante, che basta da sola per raccontare la storia dello stabilimento di Salzgitter del Gruppo Volkswagen. Inaugurato nel 1970 e convertito negli anni da sito per l’assemblaggio di veicoli a struttura specializzata nella produzione di motori, questo impianto nella regione della Bassa Sassonia è uno dei fiori all’occhiello di Volkswagen Group Components, unità di business strategica dedicata allo sviluppo e alla costruzione di componenti per i brand del Gruppo.

Ogni giorno dalle 86 linee di montaggio escono 7.000 motori, di varie tipologie: benzina, Diesel, 3, 4 e 6 cilindri, perfino un 16 cilindri Bugatti. A questi si aggiungono altri componenti. Il livello di produttività è elevatissimo, per questo l’organizzazione risulta fondamentale. “Il nostro obiettivo è la massima efficienza in tutte le operazioni. Risolviamo i problemi appena si palesano, coinvolgendo direttamente i collaboratori. La trasparenza è la chiave del successo” spiega Christian Bleiel, Direttore dello stabilimento di Salzgitter.

Un’evoluzione continua I volumi di ciascuna linea continueranno ad incrementare, in maniera graduale, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità della vita dei 6.500 collaboratori (e dei 400 apprendisti): in passato l’aumento della produzione nei giorni feriali ha consentito di diminuire le ore di lavoro nei fine settimana. E, sempre nell’ottica della massima efficienza, nel tempo è stata abbandonata la produzione di componenti poco remunerativi, come i motori marini, per concentrarsi su quelli necessari a oltre 60 modelli del Gruppo Volkswagen.

La flessibilità è una delle parole chiave per l’impianto di Salzgitter, che negli ultimi anni ha vissuto tre trasformazioni. La prima ha riguardato l’aumento della quota produttiva di motori benzina rispetto ai Diesel. La seconda, tuttora in corso, è il passaggio alla produzione dei propulsori di nuova generazione, ancora più efficienti e a basse emissioni, che va di pari passo l’aumento dei volumi. La terza riguarda la mobilità elettrica: mentre su una delle 86 linee si continuano a costruire grossi motori a sei cilindri, alcune aree dello stabilimento si stanno convertendo alla produzione dei componenti necessari per le vetture a zero emissioni, come statori e rotori.

L’obiettivo è arrivare a 2.000 unità al giorno di ognuno di questi componenti, cui andranno ad aggiungersi pompe e compressori elettrici destinati ai veicoli della famiglia ID. { La strada verso la mobilità sostenibile In parallelo, nel sito di Salzgitter si stanno sviluppando le competenze necessarie per la produzione delle celle per le batterie. Nel 2020 sarà inoltre attivata una struttura pilota per il riciclo dei vecchi accumulatori, per recuperare materiali grezzi che possono essere riutilizzati ed evitare la loro dispersione nell’ambiente. E, naturalmente, anche la forza lavoro dell’impianto si sta evolvendo, grazie al programma di formazione specifica per le nuove mansioni legate all’e-mobility.

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