IA e machine learning: i mezzi del futuro leggeranno il pensiero

Grazie all’intelligenza artificiale, al machine learning e alla tecnologia biometrica le auto apprenderanno le abitudini degli utenti, per facilitarne la vita. Ciò che fino a qualche anno fa sembrava ancora fantascienza, presto potrebbe diventare esperienza comune nell’utilizzo dell’auto. Questo è l’obiettivo degli specialisti del reparto Sviluppo Elettronico (Electronics Development) Volkswagen, che lavorano per rendere le vetture sempre più intelligenti e in grado di interagire con chi guida.

Come Kord Lühr, che si occupa dello sviluppo dei dispositivi di infotainment e sta lavorando ad un sistema di gestione della temperatura all’interno dell’abitacolo che permetterà alle auto di prevedere quando verranno utilizzate. Algoritmi e routine Un primo approccio in tal senso è l’acquisizione delle abitudini dell’utente, in particolare dal punto di vista degli orari. Tradotto in pratica, se chi usa l’auto il lunedì è solito uscire dal lavoro alle 16.00, l’algoritmo? farà propria l’informazione e presumerà che lo farà anche nei lunedì seguenti. Così, poco prima dell’orario previsto per l’uscita, l’utente riceverà un messaggio con scritto “Stai per uscire? Vuoi che accenda il riscaldamento/l’aria condizionata?”.

In maniera analoga, e grazie all’interazione con lo smartphone dell’utente, è possibile capire per quanto tempo l’auto è stata parcheggiata e quando è stata utilizzata. Avendo informazioni sulla posizione e l’utilizzo abituale del veicolo sarà possibile, per esempio, avvisare in tempo il corriere espresso che deve fare una consegna nel suo bagagliaio. Questo è uno dei tanti servizi basati sull’orario di partenza e di arrivo che saranno disponibili in futuro.  

La tecnologia biometrica, a cui lavora Manuel Joachim, invece permette all’auto di riconoscere chi la sta utilizzando, senza bisogno di inserire pin o password, e attivare tutte le impostazioni personalizzate: la posizione del sedile, quella degli specchietti, la tonalità e l’intensità delle luci all’interno dell’abitacolo e l’infotainment. È un settore con un grande potenziale, molto vicino alla produzione di serie. Attualmente si stanno testando diversi sistemi di identificazione, dalle impronte digitali alla lettura dell’iride, ma il più immediato sembra essere il riconoscimento facciale tramite telecamera a infrarossi. Il vantaggio di questo metodo è che l’utente deve limitarsi a guardare attraverso il parabrezza: un gesto abituale per chiunque entri in auto.  

L’intelligenza artificiale e il machine learning, invece, consentiranno alle auto di prevedere gli spostamenti – proprio come un’assistente virtuale. Come spiega Kathrin Wilkens, incrociando i dati provenienti dai social network, dal calendario personale e da altre applicazioni sarà possibile “tracciare” gli impegni dell’utente, proporgli destinazioni e ottimizzare i percorsi in base alle informazioni sul traffico acquisite in tempo reale.

Fonte: Volkswagen AG

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