La sicurezza prima di tutto

Secondo i dati Aci-Istat, nel 2016 in Italia, a fronte di una diminuzione generale delle vittime di incidenti stradali (3.283 contro i 3.428 del 2015: -4,2%), sono aumentati i morti tra i motociclisti (116: +10,5%) e i ciclisti (275: +9,6%). Proprio i pedoni e coloro che si muovono in bicicletta sono quelli che rischiano di pi��: rappresentano quasi il 50% dei decessi (1.618 su 3.283). I dati raccolti evidenziano che, in generale, gli incidenti stradali hanno un costo sociale stimato in 17 miliardi di euro.

Ma com’�� la situazione negli altri Paesi? Tutte le realt�� che in Europa e nel mondo hanno sviluppato con successo la ciclabilit�� hanno prima di tutto investito sulla sicurezza, con politiche volte innanzitutto a diminuire il numero di auto.

In Italia circolano 36 milioni di automobili: ci�� significa in media 65 auto ogni 100 abitanti, con picchi considerevoli nei centri urbani (70 auto ogni 100 abitanti a Roma, 62 a Torino), contrariamente a quanto avviene in Europa (25 auto ogni 100 abitanti a Parigi e Amsterdam).

Una situazione di questo tipo comporta una drastica riduzione dello spazio disponibile in strada per il traffico non veicolare, il che a sua volta porta spesso alla creazione di percorsi ciclabili a scapito o in promiscuit�� con quelli pedonali.

Una conseguenza abbastanza evidente �� che, nel nostro Paese, alla crescita delle piste ciclabili non �� finora corrisposta una altrettanto netta crescita della ciclabilit��. Tra il 2008 e il 2015 le infrastrutture riservate a chi si muove in bicicletta nelle citt�� capoluogo sono infatti aumentate del 50% (+1.346 km di percorsi ciclabili urbani), ma la percentuale di italiani che utilizza la bici per gli spostamenti �� rimasta identica: era il 3,6% nel 2008 ed era ancora il 3,6% nel 2015 

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