Mercato auto, l’Europa in grande difficoltà

Il mercato auto continua a calare in Europa: si è appena registrato l’ottavo calo mensile consecutivo. Ad aprile le immatricolazioni nei 28 Paesi dell’Unione Europea più Efta (Svizzera, Norvegia e Islanda) sono state infatti 1.344.863, lo 0,5% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

A pesare sulla propensione all’acquisto le preoccupazioni per il quadro economico e la demonizzazione dei diesel, con una contrazione a doppia cifra per Spagna, Italia e Francia. Perdono terreno Volkswagen (-3,7%), Fca (-3%) e Ford (-4,8%), mentre salgono Psa (+1,5%), Renault (+1,8%), Hyundai (+2,6%) e Bmw (+7,7%). Per il centro studi Promotor si tratta di un mercato “senza infamia e senza lode”, con una performance che Anfia, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, definisce “stabile, seppur in un contesto caratterizzato da diversi fattori di rischio”.

La flessione c’è, ma non è grave come nei mesi scorsi, anche se per trovare l’ultimo segno positivo bisogna risalire addirittura allo scorso agosto. Tengono Spagna (+2,6%), Italia (+1,5%) e Francia (+0,4), mentre registrano una flessione la Germania (-1,1%) e il Regno Unito (-4,1). Non interrompe il momento negativo Fca. Rispetto ad aprile 2018, le immatricolazioni sono state il 3% in meno, con la quota che è scesa dal 6,8% al 6,6%. Il calo è più consistente se si prendono in considerazione i primi quattro mesi dell’anno, con le vendite che si sono fermate a 348.672 vetture, l’8,8% in meno rispetto al primo quadrimestre dello scorso anno nonostante i risultati di assoluto rilievo delle piccole del gruppo, Panda e Ypsilon, e il buon risultato del marchio Jeep.

In Borsa il titolo ha chiuso con un lieve incremento (+0,94%). “Come abbiamo ribadito pochi giorni fa a Verona in occasione di un incontro con la stampa congiuntamente alle altre associazioni della filiera, il rinnovo del parco circolante deve diventare una priorità nazionale”, è l’appello di Andrea Cardinali, neo direttore generale dell’Unrae, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere. “E’ indispensabile – aggiunge – che il Governo prenda provvedimenti in un’ottica di neutralità tecnologica, ed è necessario farlo ora”.

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