Mobilit�� condivisa – verso l���era del robotaxi

La diffusione di innovative forme di mobilit�� condivisa, e in particolare di car sharing e ride sharing, �� destinata a crescere significativamente nei prossimi anni in tutto il mondo. Gli italiani sono, in Europa, gli utenti pi�� fidelizzati ai servizi di condivisione dell���auto e nei prossimi 12 mesi ci si attende un���ulteriore crescita di queste due nuove forme di mobilit�� nel nostro Paese. Gi�� oggi il 61% degli utenti italiani dichiara di aver evitato o rinviato l���acquisto di un nuovo veicolo, grazie all���utilizzo di servizi di smart mobility, e dati simili si osservano anche in altri Paesi. Le Case automobilistiche stanno investendo in modo significativo in nuovi servizi di mobilit��, ma i modelli di business di successo devono ancora essere individuati.

Sono questi i principali trend che emergono dalla presentazione della societ�� globale di consulenza aziendale AlixPartners dal titolo ���Mobilit�� condivisa – verso l���era del robotaxi���, illustrati da Giacomo Mori, Managing Director, nel corso di #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilit�� a motore tenutosi oggi a Milano. L���analisi propone un focus sullo sviluppo e sulle prospettive di crescita delle nuove forme di mobilit�� alternative all���acquisto dell���auto, car e ride sharing su tutte, proponendo un confronto della situazione nazionale con quella dei principali Paesi europei e non solo.

Secondo gli ultimi dati disponibili (2016) gli utenti di car sharing in Europa hanno raggiunto i 4,5 milioni, con Germania e Italia (nel nostro Paese ben 1,1 milioni) leader in questo settore, di cui insieme rappresentano il 60% degli utenti, rispettivamente con il 40% e il 20%. L���Europa sembra confermare il trend che porter�� a circa 8 milioni di utenti nel 2020. Lo studio di AlixPartners evidenzia scenari differenti nei mercati automotive di Germania, Inghilterra, Francia e Italia: l’utilizzo della ���corse condivise��� �� pi�� diffuso del car sharing nel Regno Unito e in Francia, mentre in Germania e Italia il car sharing gioca un ruolo da protagonista. In Italia alla domanda quando �� stata l���ultima volta che hai utilizzato uno di questi mezzi di trasporto nelle aree metropolitane, il 76% del campione ha citato i mezzi pubblici (in Germania e Francia, rispettivamente, 85% e 83%), il 61% i taxi, il 35% (percentuale pi�� alta tra i vari Paesi del campione) il car sharing e il 27% il ride sharing. Un���ulteriore significativa crescita del car sharing �� attesa in Germania e Italia, mentre nel Regno Unito e in Francia a crescere sar�� soprattutto il ride sharing.

Secondo gli utenti, costi, trasparenza dei prezzi e disponibilit�� sono le leve chiave per vedere aumentare ulteriormente la diffusione di queste forme di mobilit�� soprattutto nelle aree metropolitane. In Italia il 61% degli utenti dichiara che, grazie alle opportunit�� offerte dal car sharing, sta evitando o rinviando l���acquisto di un veicolo. In Europa la media �� leggermente pi�� bassa, tra il 50% e il 60%.

Sul piano normativo e delle autorizzazioni secondo il 40% del campione, trasversale ai diversi Paesi, gli operatori di ride sharing dovrebbero rispettare le stesse regole osservate dal mondo dei taxi. In Italia il 17% ritiene che i primi debbano rispettare regole pi�� severe e restrittive, mentre il 21% lascerebbe pi�� libert�� da vincoli proprio a questo comparto.

L���analisi condotta da AlixPartners valica i confini europei e mostra come le forme di mobilit�� condivisa evidenzino un trend differente nei mercati in cui sono presenti da pi�� tempo: negli Stati Uniti dal 2013 al 2017 l���utilizzo dei servizi di car sharing nelle grandi citt�� �� diminuito del 20% e la curva di sviluppo di questa forma di mobilit�� �� destinata a restare piatta anche nei prossimi 12 mesi. L���inversione di tendenza �� testimoniata anche da un altro dato, il progressivo calo di conoscenza dei diversi brand che offrono questi servizi da parte del pubblico di riferimento, con il 21% degli intervistati che non �� in grado di nominare neppure un player del settore. Nei prossimi 12 mesi ci si attende, invece, una crescita rilevante del ride sharing (+18% rispetto ad oggi). Lo sviluppo di questo comparto negli Usa appare polarizzato sui due brand Uber e Lyft, conosciuti rispettivamente dal 94% e dall���81% degli utenti di ride sharing. Tutti gli altri marchi sono conosciuti da meno del 5% degli utenti.Rosee sono anche le prospettive di crescita della mobilit�� condivisa in Cina, dove si prevede che sia le attivit�� di car sharing che quelle di ride sharing saranno protagoniste di una crescita di oltre il 40% nel prossimo anno. In Giappone, dove oggi treno e metropolitana costituiscono la modalit�� di trasporto dominante, car e ride sharing rappresentano un���opzione residuale di trasporto, destinata per�� a crescere del 30-40% nei prossimi 12 mesi.

���Lo studio di AlixPartners, che ringrazio per essere ancora una volta al nostro fianco, lancia un messaggio chiaro: il modo di muoversi sta cambiando alla velocit�� della luce���, evidenzia Pierluigi Bonora ��� Promotore di #FORUMAutoMotive, ���E gli operatori del settore sono sempre pi�� chiamati a rivedere le loro strategie, magari messe a punto solo pochi anni fa, per adattarle alla nuova realt��. �� una grande sfida che pu�� favorire nuove partnership all���interno del settore, allargando la collaborazione anche a forze esterne. Tutto il mondo della mobilita �� in fermento, tra alimentazioni alternative, guida autonoma e condivisione. Questo studio ci offre lo stato dell���arte del cambiamento in corso���.

���La mobilit�� condivisa sta indubbiamente trasformando il modo in cui le persone di tutto il mondo utilizzano i veicoli, cominciando a preferire la ���disponibilit����� di un���auto anzich�� la sua propriet�� che implica un investimento significativo, per rimanere poi inutilizzata per la maggior parte del giorno. Nel corso del tempo, ci aspettiamo che queste tendenze si consolidino e abbiano un impatto crescente sulla quantit�� di veicoli personali di propriet��. Questo significa che, sia l’industria automobilistica tradizionale, sia i nuovi operatori devono iniziare ad adattarsi rapidamente per stare al passo con le aspettative e le inclinazioni dei consumatori���, spiega Giacomo Mori, Managing Director AlixPartners.   

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